La stazione di I1EPJ
Un orologio/calendario/termometro cinese


Trattasi di un orologio/calendario con termometro comprato al mercato di Borgio sulla bancarella di un cinese. Ha il pregio di essere grosso e visibile anche da un talpone come chi scrive, ma quanto a precisione (o meglio, a scarsità di precisione) ha poco da invidiare all'orologio autocostruito con clock ricavato dai 50Hz di rete. Io mi sono sempre chiesto, e continuo a chiedermi, a che pro usare per la base dei tempi un quarzo (si fa per dire, un suo lontano parente che ha il solo pregio di costare poco) a 32768 Hz montato senza nessun organo di regolazione della frequenza, affidandosi quindi alla precisione di targa dello stesso che, ad esempio per questo modello, è specificata in ±30ppm, corrispondenti a ±0.983 Hz; altri modelli sono specificati addirittura a ±100ppm), il che significa, arrotondando per semplicità l'errore di frequenza a ±1Hz, un possibile anticipo/ritardo massimo di 2.6s/giorno, cioè 1'19'' al mese, cioè 16'02''/anno. L'orologio (meccanico) di Passepartout era più preciso:

«Il mio orologio? Un orologio di famiglia che mi viene dal mio bisnonno! Non si sposta di cinque minuti in un anno! È un vero cronometro!».

(Jules Verne, Il giro del mondo in ottanta giorni, cap. VIII)


Didascalia 1. Didascalia 2. Didascalia 3. Didascalia 4.