La stazione di I1EPJ
Il ricetrasmettitore Skanti/Plessey TRP8255 S R GB1


Il ricetrasmettitore TRP8255S della Skanti (che significa SKANdinavisk TeleIndustri, infatti si tratta di un costruttore danese ubicato nella città di Værløse, che Wikipedia sostiene non esistere più in quanto dal 2007 accorpata con Farum per formare il comune di Furesø) è la versione a copertura continua (10kHz-30MHz RX, 1.6-30 MHz TX) all mode (compresi AM, AM a portante ridotta, CW e MCW) della serie TRP825X, che comprende nove modelli, dal TRP8250S al TRP8258S. Molti di essi sono previsti per uso navale e pertanto limitati alle bande di frequenza specifiche ed eventualmente canalizzati, altri per uso generale e a copertura continua. Qui è visibile la pagina del manuale che elenca le differenze tra i vari modelli. Il TX della serie TRP825X è in grado di fornire 250W PEP in SSB, 250W in CW e 100W di portante in AM. La potenza è regolabile su tre livelli, FULL (250W), MEDIUM (60W) e LOW (10W). Esistono anche due serie di maggior potenza, ma per il resto di uguali caratteristiche, TRP840X (400W) e TRP875X (750W),

La versione in mio possesso, siglata, come riportato nel titolo, TRP8255 S R GB1, che immagino, ma è una mia supposizione, significhi che è la versione 1 prodotta per gli inglesi [GB1] di un RTX per comunicazioni [S]implex, (cioè non full-duplex, come alcuni altri modelli, ad esempio della serie TRP8400, permettono), con controllo [R]emoto, non proviene però dall'ambito navale, ma da quello militare. Negli anni '80 la Plessey ha realizzato per l'esercito inglese un sistema di radiocomunicazioni mobile utilizzando come RTX appunto degli Skanti TRP8255S e TRP8755S adattati alle specifiche esigenze. Dettagli su di esso (la famosa, o famigerata, NCRS Radio Cabin) sono reperibili ad esempio qui. Le differenze rispetto alla versione civile consistono nella presenza di un filtro dedicato al TELEX (in altre versioni, per esempio quella in uso anni addietro presso l'ex Magistrato Per il Po e attualmente riattivata presso l'Ufficio AIPo di Casale Monferrato, è invece presente un filtro stretto per il CW attivabile mediante il tasto VERY NARROW, che nella versione in mio possesso è disabilitato), dell'interfaccia isolata galvanicamente a trasformatore per l'ingresso e l'uscita audio dati, del controllo remoto via seriale RS232 (per cui chi scrive ha realizzato anche per questo apparato un programma di controllo, come al solito scaricabile nella sezione software) e nel fatto che l'apparato è stato montato su un telaio di supporto su cui sono fissati in basso l'RTX, sopra la consolle di comando e sul pannellino in alto i connettori per i vari ingressi ed uscite. Su tutto questo po' po' di roba troneggia un avviso di pericolo che segnala che il tutto pesa 34 kg.

L'apparato, completamente allo stato solido, finale compreso, è diviso in tre parti, l'RTX vero e proprio, (Transceiver Unit, TU8250), di dimensioni alquanto generose (poiché il raffreddamento del finale e dell'alimentatore switching interno avviene unicamente per convezione, senza ventole di sorta, sul retro sono presenti due dissipatori di dimensioni esagerate), la consolle di comando (Control Unit CU8250) in cui tutte le funzioni dell'RTX, sintonia compresa, vengono controllate mediante una tastiera e l'accordatore automatico remoto (Antenna Tuning Unit, ATU8250, vedi la foto sotto), collegate fra loro mediante cavi schermati a 16 conduttori e, a seconda della configurazione, uno o due cavi coassiali per il collegamento RF tra TU8250 e ATU8250. L'apparato è gestito da ben tre microprocessori, uno nella TU8250, uno nella CU8250 ed uno nell'accordatore remoto ATU8250. L'alimentazione primaria è in CC e viene accettata qualsiasi tensione compresa fra 10.8V e 41.6V; è disponibile un alimentatore da rete a 220V (P8250), che non è altro che un grosso trasformatore seguito da un raddrizzatore e da una cella di filtro, che fornisce all'apparato 32Vcc non stabilizzati, tanto deve alimentare solo lo switching citato prima, dal quale vengono poi derivate tutte le altre tensioni. Il P8250 presenta inoltre due morsetti per il collegamento di una batteria e l'interruttore di accensione può, a scelta, alimentare l'apparato sia dalla rete a 220V che tramite la batteria.

Il ricevitore copre da 10 kHz a 30 MHz, ma da 10 kHz a 100 kHz a prestazioni ridotte. Il trasmettitore invece ha una copertura da 1.6 MHz a 30 MHz. La generazione delle frequenze di conversione è sintetizzata con passo minimo per il ricevitore di 10 Hz mentre il trasmettitore può essere sintonizzato solo a passi di 100 Hz. Le frequenze di trasmissione e ricezione sono indipendenti e mostrate da due display a LED separati di colore giallo ubicati sulla Control Unit.

I filtri d'ingresso sono sei, con copertura dichiarata 10-405 kHz, 405-527 kHz, 527-1600 kHz, 1.6-4 MHz, 4-13.4 MHz e 13.4-30 MHz. Sono inoltre presenti sette filtri notch, evidentemente allo scopo di attenuare le frequenze broadcasting, visto che le frequenze di tali filtri sono 6.1 MHz, 7,2 MHz, 9.65 MHz, 11.8 MHz, 15.3 MHz, 17.8 MHz e 21.6 MHz. La commutazione di tutti i filtri è automatica sotto il controllo del microprocessore presente nella TU8250, che inserisce di volta in volta quelli che servono in base alla frequenza selezionata.

La struttura del ricevitore è up-conversion con prima media frequenza di 45 MHz e seconda di 1.4 MHz a cui è ottenuta la selettività mediante un massimo di quattro filtri a quarzo. È presente un roofing filter a 45 MHz che a seconda del modello può essere di due tipi diversi, che nella configurazione che l'apparato stesso riporta sono indicati come X1A o X1B (nella versione in mio possesso viene indicato X1A), ma di cui non sono ancora riuscito a scoprire le differenze. Le larghezza di banda disponibili dipendono dalla particolare versione. I filtri sono modelli standard costruiti dalla HyQ, quindi volendo non ci sono problemi a sostituirli. Come già detto, il ricevitore può contenere un massimo di quattro filtri, uno dedicato alla SSB, uno al TELEX e due opzionali che variano a seconda del modello, come visibile in questa parte di schema. Nella versione in mio possesso sono presenti tre filtri e la posizione X2 risulta libera, o quanto meno non risulta elencata nella configurazione, che riporta X1A345, come potete vedere qui. Non ho ancora messo il naso nella parte ricevente per sincerarmi della faccenda, ma prima o poi lo farò. Se le cose stanno così vedrò di procurare un filtro stretto per il CW e lo inserirò nella posizione X2, visto che uso questo RTX come RTX principale in stazione e che la mia attività radio si svolge prevalentemente in CW.

Avendo finalmente messo le mani su un filtro stretto (in verità due, per ammortizzare almeno parzialmente le spese di spedizione), precisamente un HyQ QF01418 (TELEX ±85 Hz, che potete vedere qui in basso assieme al vecchio filtro originariamente montato nella posizione TELEX (in alto) ho affrontato l'aggiunta di tale filtro al mio esemplare. Il montaggio in sé non è particolarmente complicato, si tratta solo di svitare ed avvitare una quantità industriale di viti, di scollegare e ricollegare alcuni connettori e di fare due saldature, quello che mi mancava erano le informazioni: qual era la funzione dei due filtri opzionali e come riconfigurare i ponticelli presenti sopra al banco dei filtri a quarzo che comunicano alla board 624 (la parte di controllo) la configurazione della board 610.

Il risultato è stato che, per pigrizia, ho messo il nuovo filtro nella posizione libera X2, pensando (a torto) che fosse quella prevista per il filtro relativo all'impostazione VERY NARROW, originariamente disabilitata perché non era presente il relativo filtro. Invece no. Fatto ciò, senza spostare i ponticelli (di default ne è presente uno solo in posizione 3), mi sono ritrovato con i modi CW e MCW disattivati. Davvero un bel risultato. A quel punto ho provato a spostare per tentativi i ponticelli, sino a quando ho scoperto che, ponendo un ponticello nella posizione 9, CW e MCW tornavano selezionabili. Evviva. La selezione dei filtri però era tutta scombinata rispetto al previsto. Era ora di documentarsi adeguatamente.

Se qualcuno dovesse meravigliarsi del fatto che la semplice aggiunta di un filtro possa provocare lo sconquasso descritto, sappia che, montando un filtro, si chiude automaticamente un ponticello di configurazione, quindi l'unità di controllo, cioè la board 624, SA quanti filtri ci sono e dove sono montati. Se il resto dei ponticelli (che dicono all'unità di controllo QUALI filtri ci sono) è configurato erronemente, la povera unità di controllo non sa più che cosa fare, ritrovandosi con una configurazione non prevista.

Dopo aver rotto le scatole ad alcune conoscenze e sul gruppo SkantiRadio di Yahoo, finalmente un collega svedese (TNX SM6OID) è stato così gentile da caricare nella sezione Files del gruppo questa preziosa paginetta che non solo spiega per filo e per segno tutta la faccenda, ma spiega anche la differenza fra X1A e X1B.

Armato della Conoscenza, mi sono reso subito conto del pastrocchio combinato. Dalla tabella di cui sopra si scopre che la posizione X2 (quella vuota) è destinata al filtro relativo alla selezione INTERMEDIATE (che, in sua assenza, corrisponde al filtro per SSB), mentre la selezione VERY NARROW è comune al filtro TELEX. Quindi, se volevo avere il mio bel filtro stretto disponibile in CW nella posizione VERY NARROW, dovevo metterlo al posto di quello TELEX, lasciare la posizione X2 vuota e lasciare il ponticello nella configurazione di default (3). Detto fatto, finalmente tutto funzionava come previsto, con la posizione VERY NARROW corrispondente al filtro più stretto, quella NARROW a quello immediatamente più largo, quella INTERMEDIATE corrispondente al filtro per SSB e quella WIDE al filtro RC per AM (quindi la selettività ottenuta corrisponde a quella del roofing filter a 45 MHz). Tutte inoltre risultano correttamente centrate attorno alla frequenza dovuta, come visibile ed udibile nel secondo filmato. Gioia, gaudio e tripudio.

Dopo aver terminato di saltare qua e là per la gioia, sono stato tentato per un attimo di montare l'ex filtro TELEX che mi ritrovavo in mano nella posizione X2, ma dopo aver guardato per bene lui e la tabella, ho deciso di soprassedere per due ragioni: innanzitutto quello recuperato non era nient'altro che un volgare filtro per SSB (NDK YF1400GEA, 38511203), quindi non avrebbe aggiunto nulla di utile, poi perché ciò avrebbe molto probabilmente provocato ulteriori grane, dato che nella tabella l'unica configurazione con quattro filtri presenti prevede un roofing filter a 45 MHz largo ±4 kHz (il famoso X1B!), mentre nel mio esemplare, come detto più sopra, è presente l'X1A (±2.7 kHz). Quindi è meglio lasciare tranquilla la posizione X2 (HIC SUNT LEONES).

Richiuso tutto (il festival delle viti...), eccomi finalmente con uno Skanti TRP8255 dotato di selettività adeguata al traffico CW e con un'ulteriore paginetta di documentazione da aggiungere alla collezione.

Nel primo filmato si vede l'apparato comandato da remoto tramite il programma di cui sopra durante un QSO in CW in gamma 30m. Si noti la velocità dell'accordo eseguito dall'ATU8250 e l'accuratezza dello stesso (durante la trasmissione in FULL POWER, che equivale a più di 200W, la lancetta della potenza riflessa del wattmetro a due indici in alto a sinistra praticamente non si muove). Il rumore di ferraglia che si sente durante la manipolazione è lo scatto dei relè d'antenna, che sono stupendi relè reed sotto vuoto come quelli visibili qui, con tempo di commutazione inferiore a 5 ms, in modo da consentire, dato l'uso prevalentemente navale, il funzionamento in SITOR/ARQ (quello che in campo radioamatoriale viene chiamato, o meglio veniva chiamato, visto che non lo usa più nessuno, AMTOR/A). La scheda mostrata nella foto è la scheda di commutazione RX/TX presente nell'ATU8250, rimossa in quanto la versione Plessey incorpora i relè d'antenna all'interno dell'RTX. È infatti possibile inserire tale commutazione o dentro l'ATU8250, nel qual caso è necessario collegare TU8250 e ATU8250 mediante due cavi coassiali, uno per l'RX ed uno per il TX, oppure all'interno del TU8250, nel qual caso per collegare TU8250 e ATU8250 è sufficiente un solo cavo coassiale e la scheda relè all'interno dell'ATU8250 deve ovviamente essere rimossa. Il rosmetro/wattmetro a due indici che si vede sulla sinistra con la Skanti non c'entra nulla, è un supereconomico Hoxin RW-20 commutato sulla portata 300Wfs ed inserito sull'uscita dello Skanti per tenere sotto controllo la potenza d'uscita ed il ROS residuo dell'accordatore remoto, cosa abbastanza inutile quando tutto funziona bene, date le ottime caratteristiche dello stesso, ma, data l'età dell'apparato, non si possono escludere guasti (anche se finora non ne sono capitati) ed è meglio tener d'occhio tutta la baracca.

Nel secondo, si vede l'apparato dopo l'inserimento del filtro CW stretto, sempre comandato da remoto tramite il programma di cui si è già detto, cosa indicata dal lampeggio del LED sul tasto SPKR (no, non sono i fantasmi a premere i tasti della CU8000), in modo da commutare tra i vari filtri presenti (WIDE, INTERMEDIATE, NARROW e VERY NARROW) e tra i vari modi di AGC (SLOW e FAST). Si nota come, a corretta configurazione, la sintonia del segnale non vari nonostante i filtri siano di tipo diverso (quello INTERMEDIATE per SSB, quelli NARROW e VERY NARROW per TELEX), cosa che non succedeva quando avevo fatto pasticci con la posizione e la configurazione dei filtri.

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Il ricetrasmettitore Skanti TRP8255 S R GB1 (versione Plessey). La foto è stata presa prima di riorganizzare la stazione e defilare l'apparato nell'angolo dove si trova ora, approfittando della possibilità di controllo remoto presente (interfaccia RS232 sul connettore marcato CONTROL; quello marcato DATA è invece l'ingresso/uscita isolato galvanicamente per il segnale audio RTTY, ottimo anche per PSK31, SSTV ed altri modi digitali.

Dato il peso del complesso (34 kg, come indicato da un cartellino con tanto di segnale di pericolo appiccicato sopra), l'apparato è stato appoggiato sopra a un telaio metallico dotato di ruote, in modo da poterlo spostare senza rischiare un'ernia.

Una parte dell'apparato non visibile nella foto della stazione: l'accordatore remoto ATU8250 situato alla base dell'antenna (verticale canna da pesca da 10 m). A rigore questo non fa parte della stazione Plessey, in quanto nella cabina radio NCRS, da cui proviene la versione in mio possesso, veniva usata un'antenna risonante e quindi l'accordatore remoto, previsto per uso navale, non era necessario.

Si tratta di un accordatore semplicemente meraviglioso, accorda su qualsiasi frequenza in meno di due secondi (le specifiche danno un tempo di accordo compreso tra 0.2 e 1.5 s). Per dare un'idea della sua velocità basta dire che la chiamata dell'accordo è automatica non appena si va in trasmissione su una nuova frequenza. Molti degli accordatori per uso radioamatoriale, se messi a confronto con questo, dovrebbero essere buttati nella più vicina discarica di materiali elettronici e lì lasciati a marcire.

L'alimentatore.da rete P8250. È ben visibile il commutatore OFF/Alimentazione da rete (MAINS)/ Alimentazione da batteria (BATTERY). Una vista ravvicinata della Control Unit CU8000. Come si vede, ci sono due display separati per la frequenza di ricezione e quella di trasmissione, quindi lavorare in split con questo apparato è immediato. Tutte le funzioni dell'RTX, sintonia e regolazione del BFO comprese, sono realizzate mediante tasti. I due tasti senza scritte sono quelli che, nelle versioni navali, attivavano le frequenze di 2182 e 500 kHz. Altri tasti, sempre legati all'uso navale, ad es. quelli relativi all'invio del segnale di allarme, in questa versione mancano del tutto. Si noti che quelli che si vedono NON sono i tasti veri e propri, ma solo una mascherina che varia a seconda del modello. I tasti, almeno in questa versione della Control Unit (ne è presente un'altra, di color nero invece che grigio, ed un poco più piccola) sono veri pulsanti montati sul circuito stampato sottostante la mascherina e sono presenti TUTTI, anche quelli corrispondenti a funzioni disattivate nella EPROM di configurazione. Infatti, sostituendo la stessa con una modificata con, ad esempio, attivati i tasti di allarme e premendo sullo spazio vuoto dove avrebbe dovuto esserci il disegno del tasto in questione, la corrispondente funzione viene correttamente attivata. Idem per i tasti senza scritte citati sopra.

Lo Skanti TRP8255 con il pannello di chiusura della parte frontale rimosso e la board 610 visibile. nella foto è mostrata la configurazione originale, con i tre filtri a quarzo montati nelle posizioni X3, X4 e X5 e la posizione X2 libera. Il filtro a quarzo al centro è il famoso X1A, cioè il roofing filter a 45 MHz ±2.7 kHz.

Questo è il primo tentativo di montaggio del filtro stretto, messo nel posto più comodo, cioè nella posizione X2 che risultava libera. NON FATE QUESTO A CASA, perché non funziona: la posizione X2 è riservata ad un eventuale filtro per la selezione INTERMEDIATE e non per quella VERY NARROW. Si notano i cavi di connessione scollegati dai rispettivi connettori. Non ci sono problemi a ricordare dove va ciascuno dei cavetti coassiali, perchè sia i connettori sul cavo che gli alloggiamenti sulle scatole schermate sono marcati da un bel bollo colorato. La cosa però non è di alcun aiuto per i daltonici.