La stazione di I1EPJ
L'antenna multicoupler AEG V1275H


Verso fine 2019, quindi com'è ovvio DOPO aver avvolto trasformatori, costruito splitter di Owen e quant'altro per farsi in casa uno splitter a otto uscite più lo splitter di estensione a quattro uscite descritti qui, su uno dei soliti siti di surplus, nella pagina degli ultimi arrivi, il Beppe ha trovato uno splitter a 12 uscite, appunto il modello AEG/Telefunken V1275H, che gli sorrideva beffardo dalla pagina. Nonostante si trattasse di uno splitter specificatamente per HF, con copertura dichiarata 1.5 MHz - 30 MHz, dal momento che onde medie e lunghe non sono al momento tra i suoi interessi principali e considerato che si tratta sì di un apparato pressoché sconosciuto al genere umano, almeno su internet, ma veniva venduto completo del manuale tecnico, il Beppe se l'è portato a casa, pensando che, se proprio voleva mettersi ad ascoltare in MF e LF, poteva sempre tornare ad utilizzare uno dei suoi splitter, che non hanno alcun filtraggio aggiuntivo verso il basso, salvo quello derivante dalla risposta in frequenza del preamplificatore utilizzato per recuperarne l'attenuazione.

Come si vede dalle foto, l'oggetto è composto da due parti riunite in un unico cofano, il multicoupler vero e proprio, VT1275H, ed il relativo alimentatore SV1275. Il cofano è piuttosto stretto e profondo, con tutte le conessioni sul pannello frontale, compreso l'ingresso per l'alimentazione in AC. Per metterne a confronto le prestazioni con quelle degli splitter prodotti con le sue manine, il Beppe ha fatto le consuete misure di risposta ed IP3. O meglio, per quest'ultima ci ha provato, ma, come visibile nella relativa foto, pur ponendo i due generatori utilizzati quasi alla massima uscita (attorno a 10 dBm, attenuati poi dal combinatore resistivo a tre ingressi sino al livello mostrato di circa -1.8 dBm) non c'è stato verso di vedere spuntare sullo schermo i prodotti di intermodulazione del terzo ordine che, nelle condizioni mostrate, si situano evidentemente sotto la soglia di rumore dell'analizzatore di spettro utilizzato (il solito Tektronix 2710). Del resto il manuale dichiara una IP3 di +34 dBm, quindi non c'è nulla di strano nel fatto che con due segnali a -1.8 dBm i prodotti del terzo ordine risultino al di sotto della soglia di rumore di circa -70 dBm dell'analizzatore di spettro. Il guadagno invece è pressoché unitario, visto che MiniVNA Pro e VNAJ rilevano un guadagno tra ingresso ed uscita attorno al decibel e che non è detto che la loro precisione sia tale da rendere significativa una tale minima differenza. L'isolamento tra un ricevitore e l'altro è invece dichiarato maggiore di 35 dB, tipico 40 dB. La risposta verso la parte bassa dello spettro è drasticamente tagliata dalla presenza di un filtro passa-alto posto in cascata al consueto passa-basso con taglio poco sopra i 30 MHz. Il risultato, come si vede dalle curve di risposta ottenute col MiniVNA Pro già citato, è un ripido taglio al di sotto di 1.5 MHz, con dei picchi di attenuazione attorno a 600 kHz e poco sopra 1 MHz.

Come si vede dalla foto della targhetta identificativa, questo esemplare sembra provenire dal bel paese dove il sì suona, almeno come fornitura. Come produzione chissà, visto che non sarebbe la prima volta che un apparato costruito altrove viene rietichettato col nome del fornitore/assemblatore/manutentore locale, un po' come gli apparati Skanti rietichettati Plessey/Furuno/eccetera, per non parlare di alcuni RTX amatoriali prodotti dalla Yaesu, come l'FT200, che, ai tempi in cui il Beppe era giovane, si trovava commercializzato come Sommerkamp FT250 (in Europa) o Tempo One (negli U.S.A.). Se qualcuno sa qualcosa della "I. A. M.   R. Piaggio S. p. A. - GENOVA" dal punto di vista elettronico/radio/militare, sarei lieto di conoscere qualche altro dettaglio che spieghi la ragione della presenza di quella targhetta su un apparato AEG/Telefunken. Il manuale infatti reca l'intestazione "TELEFUNKENSYSTEMTECHNIK / Deutsche Aerospace", come visibile nella penultima foto. Fortunatamente però tale manuale è scritto in inglese, contrariamente a quelli dei due ricevitori Telefunken EUK724 ed E863 KW/2 e del Teletron TE704C F/FS. Nel caso remoto che potesse servire a qualcuno, qui potete trovare una scansione del manuale del V1275H. Se, cosa ancora più improbabile, ci fosse qualcuno interessato al secondo manuale (quello dell'AVA 1270, Antenna Multicoupler Equipment), si faccia vivo e sarò lieto di fare una scansione anche di quello.


Il receiver multicoupler a 12 uscite AEG V1275H in primo piano in tutta la sua magnificenza mentre si sta tentando di misurarne l'IP3. Senza successo, però: è troppo alta per le risorse a disposizione. Si nota, in basso a sinistra, che dopo il modello del multicoupler vero e proprio, VT1275H, è stata appiccicata un'etichettina tonda con la dicitura -FI. Probabilmente si tratta dell'indicazione di una qualche variante o aggiornamento rispetto al modello base, ma in cosa consista esattamente sul manuale non l'ho (ancora) trovato. Qualche tempo dopo, nel fare la scansione del manuale, si è notata, in alcune parti dello schema, la presenza dell'indicazione di una variante marcata appunto -FI, come si può ad esempio vedere qui. Un elenco esaustivo scritto di tali varianti però non è ancora stato trovato.

Qui è visibile il setup utilizzato nel tentativo di misurare l'IP3 del coso. Sono stati usati due generatori, un Marconi 2019A ed un HP 8657B, che si intravedono sulla sinistra, le uscite dei quali sono state inviate ad un combinatore resistivo a tre ingressi fatto in casa che a sua volta pilota l'ingresso del VT1275H, la cui uscita n. 1, infine, mediante il cavo arancione visibile in primo piano, va all'analizzatore di spettro Tektronix 2710.

Infatti, pur avendo alzato quasi al massimo l'uscita dei due generatori utilizzati, non si vede traccia dei prodotti di intermodulazione. Avendo posto i due generatori a 9 MHz e 11 MHz, i prodotti di intermodulazione del terzo ordine dovrebbero comparire a 2*9-11=7 MHz ed a 2*11-9=13 MHz, invece a tali frequenze non si vede pressoché nulla, salvo forse un piccolissimo accenno a 7 MHz annegato nel rumore. Anche passando ad una RBW di 30kHz, che è la minima utilizzabile con lo span di 1MHz/div (stringendo ulteriormente comparirebbe l'avviso "UNCAL") i prodotti del terzo ordine restano non misurabili.

Qui è mostrata l'italica targhetta di identificazione appiccicata all'apparato. Su di essa sarebbero previsti due fori per avvitarla all'apparato, ma poiché l'apparato non ha i fori per accoglierla, l'hanno appiccicata allo stesso mediante, credo, quel foglietto biancastro che si intravede al di sotto.

La risposta del multicoupler V1275H tra 100 kHz e 50 MHz, misurata con MiniVNA Pro e VNAJ.

Idem come a sinistra, ma limitatamente alla parte bassa dello spettro (100 KHz - 1.5 MHz). Si nota l'effetto del poderoso filtro passa-alto presente: sotto 1.5 MHz si ha una ripida discesa che porta l'attenuazione da un minimo di oltre 50 dB ad un massimo di oltre 85 dB alle frequenze dei due notch. Decisamente, con questo multicoupler, non ci sono speranze di ascoltare qualcosa in onde medie e lunghe...

Il manuale del V1275H, che fortunatamente è scritto in inglese.

Assieme all'apparato ed al manuale mostrato prima erano presenti un ulteriore manuale, di dubbia utilità (quello dell'AVA 1270, Antenna Multicoupler Equipment), sei connettori BNC, con tanto di istruzioni su come montarli correttamente, ed un fusibile.